Quanto ci influenza l’ambiente che ci circonda? (prima parte)

Recentemente è stato pubblicato un articolo su Nature riguardante il rapporto tra l’ambiente ed il microbioma (Callawey, 2023), di fatto le interazioni sociali che sviluppiamo nel corso della vita possono arricchire il nostro organismo di microbi, i quali influenzano la nostra salute nonché le malattie che possiamo sviluppare.

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Da un recente studio condotto da Valles-Colomer, M., et. al., (2021) è stato notato che persone che vivono nella stessa casa condividono molto di più dei semplici spazi. Infatti, è stato notato che i coinquilini possiedono gli stessi microbiomi; più lunga è la convivenza tra i coinquilini e più simili sono i microbiomi.

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Dallo studio condotto dai ricercatori Valles- Colomer, et.al. (2001), inerente ai microbiomi presenti nella bocca e nell’intestino, si evince che vi possa essere la possibilità di una trasmissione parziale delle malattie legate alla disfunzione del microbioma, tra cui il cancro, il diabete e l’obesità.

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Come afferma la ricercatrice dell’Università di Stanford Katherine Xue, “nuovi microbiomi possono continuare a rimodellare i nostri microbiomi per tutta la vita”. Più precisamente, gli esseri umani acquisiscano il loro microbioma nel rapporto con la figura materna. Al fine di esaminare come il microbioma cambi nel corso della vita, un gruppo di ricercatori guidati da Mireia Valles-Colomer e Nicola Segata dell’Università di Trento hanno analizzato il DNA presenti nella saliva e nelle feci di oltre 10.000 soggetti provenienti da tutto il mondo, cercando la sovrapposizione dei ceppi di microbi presenti nell’intestino e nella bocca di familiari, partner, coinquilini e altri contatti sociali.

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L’analisi ha confermato il forte legame tra i microbiomi delle madri e quelli dei loro figli, soprattutto nei primi anni di vita.  Durante il primo anno di vita del bambino, la metà dei ceppi microbici presenti nell’intestino era condivisa con la madre. L’entità della sovrapposizione è diminuita con l’invecchiamento dei bambini, ma non è scomparsa. Le persone anziane, di età compresa tra i 50 e gli 85 anni, avevano ancora ceppi microbici intestinali in comune con le loro madri.

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Ciò che è stato notato è che anche altri componenti della famiglia avevano un’importante correlazione intestinale di microbiomi: dopo i 4 anni, i bambini condividevano un numero simile di ceppi di microbi con il padre e con la madre.

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I gemelli avevano una maggiore corrispondenza di microbiomi se vivevano insieme rispetto a quelli separati e gli abitanti di uno stesso paese avevano una maggiore quantità di microbiomi simili rispetto a chi viveva in luoghi diversi. In conclusione, quindi, ciò che è stato evidenziato dai ricercatori è che le persone che vivevano insieme, indipendentemente dal loro rapporto di parentela, tendevano ad avere gli stessi ceppi microbici in bocca e, più a lungo vivevano insieme, più ne condividevano.

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Bibliografia:

AIPC (2023). Introduzione epigenetica (prima parte). https://www.epigeneticamente.it/2023/01/05/introduzione-epigenetica-prima-parte/

AIPC (2023). Introduzione epigenetica (seconda parte). https://www.epigeneticamente.it/2023/01/05/introduzione-epigenetica-seconda-parte/

AIPC (2023). L’eredità è anche epigenetica. https://www.epigeneticamente.it/2023/01/07/lereditarieta-e-anche-epigenetica/

AIPC (2022). Persone epigeneticamente codificate (seconda parte) https://www.epigeneticamente.it/2022/12/22/persone-epigeneticamente-modificate-p-e-m-seconda-parte-aipc-2021/

AIPC (2022). Persone epigeneticamente codificate (prima parte) https://www.epigeneticamente.it/2022/12/21/persone-epigeneticamente-modificate/

AIPC (2023) Statistica campagna epigeneticamente https://www.epigeneticamente.it/2023/01/24/statistica-campagna-epigeneticamente/

Callawey, E. (2023). How our microbiome is shaped by family, friends and even neighbours, Nature.

Valles-Colomer, M., et. al., (2021). The person-to-person transmission landscape of the gut and oral microbiomes, Nature.

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