Come nasce un giovane offender: i fattori di rischio

Abstract

La devianza giovanile è una problematica di forte allarme sociale nella popolazione che comporta l’esordio delle condotte illegali nell’adolescenza. In questo articolo vedremo quali possono essere i fattori di rischio che portano alla commissione di reati sin da giovani. Parleremo, infine, della prevenzione e della sua importanza fondamentale sia a livello individuale che sociale.

Abstract

Juvenile deviance is an issue of high social alarm in the population that involves the onset of illegal conduct in adolescence. In this article we will see what can be the risk factors that lead to the commission of crimes from a young age. Finally, we will talk about prevention and its fundamental importance both on an individual and social level.

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Campagna di sensibilizzazione “Fermiamo insieme i traumi e violenza” giugno 2021. Se volessi partecipare e collaborare potresti inviare una mail a info@traumaeviolenza.it

Campagna di sensibilizzazione “Fermiamo insieme i traumi e violenza” giugno 2021.

La campagna prevista per il mese di giugno 2021 ha come obiettivo quello di contribuire all’interruzione della possibile trasmissione intergenerazionale dei traumi e della violenza e ha come destinatari principali i singoli con difficoltà relazionali, le coppie che intendono diventare genitori e i ragazzi in età preadolescenziale.

Se volessi partecipare e collaborare alla campagna invia una mail a info@traumaeviolenza.it

Come nasce un giovane offender: i fattori di rischio La devianza giovanile, problematica fonte di forte allarme sociale nella popolazione, vede l’esordio delle condotte illegali nell’adolescenza. Quest’ultima è un momento di passaggio centrale che comporta dei forti sconvolgimenti causati dai cambiamenti fisici, intellettivi, morali, relazioni e psichici. In questo processo gli adolescenti si aiutano tra di loro scambiandosi confidenze, paure,

ma anche esperienze devianti. Alcune condizioni particolari, o fattori di rischio, possono indirizzare i giovani verso esiti di devianza. Con questo termine intendiamo l’insieme delle caratteristiche personali, familiari, sociali, familiari e ambientali che

aumentano la probabilità che insorgano comportamenti antisociali e criminosi (Redondo e Garrido, 2013). Redondo, Martínez-Catena e Andrés (2011) hanno diviso i fattori di rischio in personali, genetici, comportamentali, legati all’intelligenza, cognitivo-emozionali, e connessi alle abilità di apprendimento. Tra i fattori di rischio genetici rientrano il sesso maschile, l’elevato livello di testosterone, poca serotonina, lesioni craniche e bassa attività del lobo frontale.

Avrebbero un ruolo anche i problemi originatisi in gravidanza o durante il parto. Nei fattori di rischio personali ritroviamo il sentirsi insoddisfatti, la sensazione di noia, l’indifferenza verso l’altro, l’estroversione, l’impulsività e la ricerca di nuove sensazioni ed esperienze. Confluiscono nei fattori personali anche i problemi di attenzione e la scarsa tolleranza alle frustrazioni.

A livello comportamentale troviamo l’aggressività fin dalla tenera età, la tendenza a prendere parte alle risse, il maggiore consumo di alcolici o droghe e l’incapacità di prodigarsi per trovare un lavoro. I fattori di rischio cognitivi-emozionali comprendono sia le carenze educative quando la mancanza di empatia verso il dolore altrui. Questi ragazzi mostrerebbero una pericolosa tendenza a cercare

l’immediata soddisfazione dei bisogni senza sviluppare preoccupazioni per gli altri o per il proprio futuro. Si aggiungono, poi, il locus of control esterno, lo sviluppo di credenze positive sul successo nei reati e i deficit nel ragionamento morale. Tra i fattori cognitivi-emozionali troviamo anche il ribellarsi all’autorità, probabilmente correlata all’incapacità di assumere il ruolo altrui (role-taking). Questi soggetti mostrano, poi, poca autostima e una percezione negativa di sé stessi.

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I fattori di rischio connessi all’intelligenza e alle abilità di apprendimento includono la scarsa intelligenza emotiva, le difficoltà nell’apprendimento verbale, nella comprensione e nell’ espressione verbale, ma anche difficoltà nell’apprendimento in generale. Santiago Redondo (2015) ha proposto la teoria del “Triple Riesgo Delictivo” che vede la delinquenza come risultato di almeno tre categorie o dimensioni comprendenti sia fattori di rischio che protettivi. La dimensione A comprende i fattori di rischio e protezione personali che influenzano il comportamento deviante. Ne fanno parte, come fattori di rischio, elementi temperamentali presenti già alla nascita (tratti impulsivi, egocentrismo, assenza di empatia e sensi di colpa e incapacità di tollerare la frustrazione) ma anche aspetti cognitivi come la scarsa intelligenza. La dimensione B fa rifermento, invece, all’aiuto prosociale entro la famiglia, nel gruppo o nella comunità. Sono fattori di rischio il basso livello economico della famiglia, l’elevato conflitto e i modelli genitoriali negativi. L’armonia familiare e lo stile educativo positivo vanno, invece, a costituire dei fattori protettivi. In questa dimensione rientra anche il grado di disorganizzazione sociale e di degrado del luogo dove si vive. La dimensione C fa riferimento, infine, alle situazioni che possono facilitare (o impedire se parliamo di fattori protettivi) la scelta delittuosa. Vi rientra la cosiddetta vulnerabilità differenziale al delitto, ossia la capacità di attrazione di un oggetto (o di un soggetto) per il delinquente.

Workshop a distanza “I delitti familiari” 29 aprile 2021 16:00/18:00. Il Workshop gratuito online è un confronto aperto al pubblico, in cui si discuterà con i professionisti dell’associazione la tematica dei delitti familiari, sarà rilasciato l’attestato di partecipazione. Il workshop si terrà a distanza sulla piattaforma gratuita Go To Meeting, dalle ore 16:00 alle ore 18:00. Per iscrizioni ed informazioni vai sul link https://www.formazionecontinuaviolenza.it/2021/04/01/workshop-i-delitti-familiari-29-aprile-1600-1800/

Qui è possibile ascoltare i podcast di Formazione Continua Violenza sul canale Spotify dell’A.I.P.C. https://open.spotify.com/show/3CWpZW8pFqFexLfg1CiOWQ?si=oNN7YmmLQMq0crAEVeYH-w

Qui è possibile sfogliare l’e-book “Psicopatia dalla definizione al trattamento” https://flipbookpdf.net/web/site/6267fc0492ea188efeb2d50bb41e220f2ebd8c58202104.pdf.html Questa è influenzata, ad esempio, dal non possedere oggetti preziosi, dal passare molto tempo fuori casa e dal muoversi in compagnie.  Il realizzarsi di condotte di reato dipende dalla gravità e dall’influenza delle dimensioni di rischio sul giovane. È importante evitare che fattori di rischio si trasformino in condizioni di disagio e disadattamento e lavorare su interventi preventivi ed educativi (Zara e Ferrington, 2013). Il fine è evitare che gli adolescenti che vivono in condizioni di rischio individuali intraprendano percorsi devianti, o si vuole evitare che recidivano qualora abbiano già commesso dei reati. La prevenzione non può essere solo individuale, ma deve proporre un cambiamento nel

contesto socio-culturale della persona (Frazzetto e Volpini, 2013). È importante portare il ragazzo a cambiare la sua visione del mondo, tramite esperienze significative che gli permettano di esprimere le sue potenzialità.

Bibliografia

Frazzetto, T., e Volpini, L. (2013). La criminalità giovanile. Strategie e tecniche per l’intervento e l’orientamento. Maggioli Editore(Vol. 7).

Redondo Illescas, S. (2015). El origen de los delitos. Introducción al estudio y explicación de la criminalidad. Valencia: Tirant Humanidades.

Redondo Illescas S., e Garrido Veronés, V. (2013). Principios de Criminología (4º Ed.). Valencia: Tirant lo Blanch.

Redondo Illescas, S. Martínez -Catena, A., e Andrés Pueyo, A. (2011) Factores de éxito asociados a los programas de intervención con menores infractores. Ministerio de Sanidad, Política Social e Igualdad, 1-191

Zara, G., e Farrington, D.P. (2013). Assesment of Risk for Juvenile Compared with Adult Criminal Onset Implications for Policy, Prevention and Intervention. Psychology Public Policy and Law, vol.19, nº2, 235-249.

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