Cyberbullismo: gli effetti psicologici della vittima

Cyberbullying: the victim’s psychological effects

Abstract

Il seguente articolo non si concentrerà principalmente sul fenomeno del cyberbullismo, bensì sugli effetti a breve e lungo termine che quest’ultimo ha nei confronti della vittima.

Abstract

The following article will not focus primarily on the phenomenon of cyberbullying, but on the short and long-term effects that this phenomenon has on the victim.

L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia è un’organizzazione di volontariato (ODV), fondata a Roma nel 2001, che si occupa della prevenzione e del contrasto a ogni forma di violenza, senza distinzione di genere e ruolo e del trattamento, anche in ottica preventiva, del comportamento violento.

Il cyberbullismo è un fenomeno con più protagonisti: dobbiamo ricordare, infatti, che con l’utilizzo della rete potenzialmente tutti possono diventare degli autori di questo fenomeno e della prevaricazione nei confronti degli altri che quest’ultimo comporta, così come tutti potrebbero diventare dei possibili testimoni di aggressioni verbali online. È ormai risaputo che l’adolescente dell’era post-moderna è un frequentatore assiduo della rete, cosa che dà origine a diverse dinamiche: innanzitutto l’adolescente è in costante ricerca di successo sociale e, attraverso i social network, sente il bisogno di essere in qualsiasi modo gratificato. Allo stesso tempo, se questo non avviene, l’adolescente potrebbe sentirsi annientato da svalutazioni o mancati riconoscimenti che di conseguenza potrebbero travolgerlo a tal punto da mettere in discussione la sua stessa identità. Queste svalutazioni da parte dell’aggressore online originano un potere sulla vittima che può essere sia fisico che psicologico in relazione al tipo di molestia (Sgalla & Giannini, 2018). 

Campagna di sensibilizzazione “Fermiamo insieme i traumi e violenza” giugno 2021.

La campagna prevista per il mese di giugno 2021 ha come obiettivo quello di contribuire all’interruzione della possibile trasmissione intergenerazionale dei traumi e della violenza e ha come destinatari principali i singoli con difficoltà relazionali, le coppie che intendono diventare genitori e i ragazzi in età preadolescenziale.

Se volessi partecipare e collaborare alla campagna invia una mail a info@traumaeviolenza.it

Bisogna sottolineare, infatti, che internet ha l’opportunità di amplificare i messaggi, andando a raggiungere un numero infinito di persone e andando a violare la privacy e l’intimità della vittima che ormai sono alla mercè di chiunque (è il caso, ad esempio, della diffusione virale di video o immagini personali della vittima). Cosa comporta questa dinamica? Sicuramente, parlando in termini generali, vissuti negativi da parte della vittima, la quale si sente privata di un suo spazio in cui possa rifugiarsi o di non avere via di scampo. Gli effetti psicologici sulla vittima sono a lungo termine (Bertinat, 2016): si inizia con la vergogna per cosa è stato reso pubblico, come immagini o video personali, fino ad arrivare all’abbassamento dell’autostima, stati depressivi o ansiosi, problemi scolastici (se parliamo di adolescenti) o, in caso ultimo, suicidio. 

Se credi di aver vissuto uno o più traumi e di vivere relazioni disfunzionali puoi richiedere una consulenza o un orientamento gratuito:

Inviando una mail all’indirizzo e-mail info@traumaeviolenza.it;

Contattando il numero 3924401939 dalle 12:00 alle 16:00;

Inviando un messaggio WhatsApp al numero 3920666515;

Scrivendo sulle chat attive nei siti www.traumaeviolenza.it e www.formazionecontinuaviolenza.it.

Diverse ricerche e studi hanno indagato più a fondo il senso di solitudine, infelicità e delusione nelle vittime di cyberbullismo: Sahin (2012) ha trovato una correlazione negativa tra l’attenuazione del senso di solitudine attraverso la comunicazione con gli altri per le vittime ma non per i cyberbulli. Altre ricerche hanno indagato la famiglia di adolescenti vittime di cyberbullismo e differenze di genere tra queste: alcune volte la famiglia della cybervittima ha difficoltà generali nella gestione delle emozioni, con presenza di relazioni conflittuali o problemi relativi al ritmo sonno-veglia e psicosomatici (Nauert, 2016). Nello specifico, i maschi tendono a sentirsi molto più vendicativi e arrabbiati, al contrario delle femmine che mostrano depressione o ansia (Sgalla & Giannini, 2018).

Qui è possibile ascoltare i podcast di Formazione Continua Violenza sul canale Spotify dell’A.I.P.C. https://open.spotify.com/show/3CWpZW8pFqFexLfg1CiOWQ?si=oNN7YmmLQMq0crAEVeYH-w

In conclusione, possiamo dire che quando parliamo di cyberbullismo, dobbiamo pensare a questo come un fenomeno pericoloso che può portare a conseguenze negative a lungo termine che vanno a ledere la salute di chi le subisce. 

Bibliografia

Bertinat, S. (2016). Cyberbullismo: un fenomeno con più protagonistiwww.identitaingabbia.it/2016/09/cyberbullismo-un-fenomeno-piu-protagonisti

Nauert, R. (2016). Bullying persist despite school efforts. Psych Centralhttp://psychcentral.com/news/2014/04/07/bullying-persist-despite-schoolefforts/68182.html

Şahin, M. (2012). The relationship between the cyberbullying/cybervictmization and loneliness among adolescents. Children and Youth Services Review34(4), 834-837.

Sgalla, R., & Giannini, A. M. (2018). La Violenza in un clic. Itinerari di prevenzione del cyberbullismo fra adolescenti.

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