Sintesi quarto Webinar “I delitti familiari” IIS Subiaco (Rm)

Nell’ambito della Campagna di prevenzione sulla violenza si è svolto il quarto webinar, con gli alunni dell’Istituto Superiore Braschi-Quarenghi di Subiaco (RM), giovedì 20 gennaio 2022 dalle ore 16:00 alle ore 17.30. Una delle sfide più importanti per la ricerca scientifica è l’applicazione della stessa alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di VIOLENZA. Dal mese di novembre 2021, l’Associazione A.I.P.C. ha avviato la Campagna di prevenzione sulla violenza, denominata: “La CONOSCIENZA come prevenzione della VIOLENZA”.

Biografia dell’A.I.P.C. e del protocollo scientifico integrato A.S.V.S.

L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (A.I.P.C.) – APS, una no-profit fondata nel 2001, è formata da un’equipe multidisciplinare di professionisti volontari che si occupa della violenza in genere, in modo circolare e che si avvale di collaborazioni istituzionali. Nel 2011, con la collaborazione particolare della dott.ssa Tiziana Calzone, della dott.ssa Carmen Pellino e del dott. Massimo Lattanzi, è stato strutturato il protocollo scientifico integrato A.I.P.C. Scientific Violence Screening che prevede un assessment specifico della valutazione del rischio. Il protocollo A. S. V. S. forse unico sul panorama internazionale è applicato alla popolazione di persone che hanno vissuto (subito, agito e assistito) condotte violente, una rivoluzione “culturale” in termini di prevenzione e contrasto alla violenza, un nuovo punto di partenza. Il protocollo prevede colloqui clinici, una valutazione psicofisiologica e psicofisiologica. I “delitti familiari”, subiti, agiti o assistiti, generano peculiari A.C.E.’s (Esperienze avverse nell’infanzia) e cambiamenti neuro-bio-psico-relazionali attivatori di un’incontrollabile disregolazione affettiva e dei conseguenti acting in e acting out. Il protocollo permette di valutare la disregolazione affettiva e i probabili agiti.

L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia presenta il nuovo format “DELITTI FAMILIARI”, trasmesso su RETE ORO. Ricerche, studi, analisi di casi, testimonianze, sondaggi e molto altro. È possibile guardare le puntate al seguente link: https://www.youtube.com/channel/UCLhQKABD4YggkqilwoTznhw

Il Dott. Massimo Lattanzi psicologo, psicoterapeuta e Phd, ha introdotto il tema dell’incontro odierno, ovvero i delitti familiari. L’associazione, negli anni si è sempre occupata della violenza in genere e non di genere.  Ha attuato interventi di prevenzione applicati sia ai presunti autori di violenza e stalking che alle presunte vittime, senza distinzione di genere. L’associazione tutela le persone. Quindi, omicidio, tentato omicidio, suicidio o tentato suicidio hanno lo stesso valore. Significano la perdita di una vita, spesso a seguito di maltrattamenti, reali o percepiti. Nel 2013 è stato fondato l’Osservatorio Nazionale sui Delitti Familiari. In questi giorni è stata completata la raccolta e l’analisi dei dati di tutto il 2021, anche se nei mesi sono emerse delle minime differenze, il computo annuale conferma la tendenza. Quando si parla di familiari, si intende la familiarità, non la parentela. Se si analizzassero “solo” i femminicidi, si prenderebbero in considerazione meno del 50% dei casi. Gli omicidi compongono solo il 50% dei delitti familiari, la metà.

È fondamentale, liberare la violenza dai pregiudizi, aggiornare i protocolli di prevenzione e integrare il modello culturale con il modello scientifico. Il protocollo A.I.P.C. Scientific Violence Screening valuta il rischio di disfunzionalità relazionale. Una persona può funzionare molto bene, ad esempio, sul posto di lavoro, di contro può essere disfunzionale in coppia o nella famiglia.

La violenza e la sua eziologia (origine) è spesso la sceneggiatura di molte serie o film oltre che di molte vite. Le esperienze avverse infantili tracciano una traiettoria neuro-bio-psico-relazionale che devia dalla media. Il protocollo analizza l’anamnesi della persona e quella della famiglia di origine sino alla terza generazione. La violenza si trasmette tra generazioni.

Dopo la raccolta dell’anamnesi, delle valutazioni e dell’analisi dell’indice di disfunzionalità, la persona inizia il percorso. La persona portatrice di esperienze avverse infantili, se non intraprende un percorso, corre un altissimo rischio di vivere una vita “su-reale” e relazioni disfunzionali. Il c.d. “colpo di fulmine”, è oggetto della ricerca che sta conducendo l’equipe multidisciplinare dell’A.I.P.C., questa attrazione irresistibile in realtà sembrerebbe avere un ruolo meno positivo nelle relazioni. La ricerca sta tracciando un profilo di disfunzionalità di coppia. Con una probabilità molto più alta della media, una persona portatrice di esperienze avverse infantili sceglierà un partner che ha vissuto esperienze avverse infantili. L’illusione più pericolosa e ricorrente è supporre che il trascorso simile possa essere fonte di empatia e non di dolore e sofferenza. Spesso il dolore e la sofferenza sono molto presenti in queste coppie come i comportamenti impulsivi e violenti. Almeno una persona della coppia è destinata a soccombere. Se sono presenti anche i minori, questi subiranno violenza che trasferiranno alla successiva generazione.

Qui è possibile ascoltare i podcast di Formazione Continua Violenza sul canale Spotify dell’A.I.P.C.

https://open.spotify.com/show/3CWpZW8pFqFexLfg1CiOWQ?si=oNN7YmmLQMq0crAEVeYH-w

Di seguito è stato affrontato il tema della sicurezza. Spesso, nei momenti di difficoltà si cerca conforto nell’altro, nella speranza che possa infondere l’ambita sicurezza. È stato chiarito che la sicurezza è interiore e nessuno può dispensarla. Nei momenti di difficoltà, si è più sensibili alle persone che ostentano sicurezza ed elargiscono attenzioni. In questi frangenti, in particolare, bisogna prestare molta attenzione a queste persone, apparentemente sicure. Dietro una persona iper-presente e iper-disponibile, potrebbe nascondersi un manipolatore.  I ragazzi ipotizzano un rischio più alto tra le ragazze e che sia la società a mantenere tale squilibrio. Si è affrontato anche il tema del fallimento.

Il fallimento ricorre in molti casi di donne vittime di violenza e madri. Queste donne sono più disposte a subire violenza che a separarsi.  La separazione è vissuta come un fallimento ingestibile e vergognoso.  Tentano ripetutamente di salvare la relazione nonostante le violenze e i maltrattamenti subiti.

Queste donne “giustificano” la loro scelta adducendo come motivo della mancata separazione quello della presenza dei figli! Spesso queste giustificazioni sono “confidate” anche ai figli stessi. Queste confidenze generano nei figli dei profondi sensi di colpa.

Si coinvolgono ulteriormente i ragazzi chiedendo di qualificare il loro rapporto con il fallimento.

Il concetto di fallimento ha permesso di raccogliere molti vissuti. Alcuni dichiarano di vivere il fallimento in maniera costruttiva e di accettare i propri limiti, altri riportano invece dei vissuti di tristezza e di forte dolore quando non riescono a raggiungere gli obiettivi prefissati.

L’incontro si conclude con la condivisione dei feedback e degli stati d’animo nel qui ed ora.

I giovani hanno riferito interesse e apprezzamento, hanno acquisito consapevolezza e ulteriori strumenti da applicare alle proprie relazioni. I concetti conclusivi sono stati quelli della fallibilità e della pericolosa ricerca della perfezione.

Qui è possibile sfogliare l’e-book “Rubrica Delitti Familiari dicembre 2021”

https://flipbookpdf.net/web/site/757edb772e8da43cf19db614612294958c6f5681202201.pdf.html

Ascolto e trattamento “Relazioni disfunzionali e violente”

Il primo colloquio (in presenza o a distanza) individuale, di coppia o di gruppo/familiare è gratuito, eventuali training (in presenza o a distanza) individuali, di coppia o di gruppo/familiari prevedono un contributo spese così come l’applicazione del protocollo scientifico integrato A.S.V.S.

I canali per accedere ai servizi e alla loro prenotazione obbligatoria sono:

Numero di cellulare e WhatsApp: 3924401930 attivo dal lunedì alla domenica dalle ore 12:00 alle ore 16:00;

L’indirizzo mail: aipcitalia@gmail.com.

É possibile contribuire donando il 5×1000 C.F. 97238660589, fare delle donazioni liberali sia come singolo che, come azienda, le donazioni sono detraibili dalle tasse. Le vostre donazioni contribuiranno ad ampliare la profilassi, la valutazione del rischio, la riduzione della recidiva, l’interruzione della trasmissione intergenerazionale, infine, a prevenire in modo integrato e circolare la violenza!

Ai donatori saranno riservati dei servizi unici: molti dei quali gratuiti e altri con scontistiche dedicate.
AIUTACI AD AIUTARTI!

AIPC Editore © 2022 – Riproduzione Riservata

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