SINTESI SECONDO SEMINARIO LE RELAZIONI VIOLENTE ISTITUTO SUPERIORE DI SUBIACO

Progetto La violenza di genere che non degenera

Le relazioni violente: una lettura neuroscientifica e transgenerazionale

Il giorno 13 dicembre 2019 dalle ore 9:00 alle ore 13:00 circa, presso l’aula magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Braschi – Quarenghi” di Subiaco, si è tenuto il secondo incontro del progetto pilota “Le relazioni violente: una lettura neuroscientifica e transgenerazionale”.

L’incontro è stato condotto dal dottor Massimo Lattanzi, psicologo e psicoterapeuta, il quale inizia presentando ai ragazzi l’Associazione di cui è presidente e le attività che il team multidisciplinare svolge al suo interno.

L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia è una ODV fondata a Roma nel 2001. Il team multidisciplinare dell’A.I.P.C., in particolare con i dipartimenti denominati Osservatorio Nazionale sullo Stalking (fondato nel 2002) e Centro Presunti Autori di violenza e stalking (fondato nel 2007), pionieristicamente applica strumenti di misurazione scientifici, validati e standardizzati in Italia, e tecniche integrate al fine di ottenere una maggiore efficacia del trattamento applicato alle persone che hanno agito o subito condotte violente.

L’équipe di professionisti volontari A.I.P.C. dal 2001 si occupa di relazioni disfunzionali e violente, di presunte vittime e di presunti autori a prescindere dal loro genere. Il dottor Lattanzi ha sottolineato l’importanza, sia per le presunte vittime sia per i presunti autori, della condivisione con gli specialisti. Il team multidisciplinare dell’A.I.P.C., inoltre, nel 2007 ha elaborato il protocollo scientifico integrato OFFENDER ©2007 e ha terminato la validazione nel 2012. L’ipotesi è che i traumi “relazionali”, in particolare, potrebbero originare le relazioni disfunzionali e violente. Il protocollo scientifico integrato OFFENDER ©2007 prevede sia misurazioni psicodiagnostiche sia psicofisiologiche.

Il dottor Lattanzi chiede alla platea quali siano i traumi che possono originare relazioni disfunzionali, i ragazzi accennano qualche timida risposta. Il dottor Lattanzi spiega che i traumi possono essere, ad esempio, il lutto del caregiver, un abbandono o anche un’adozione. Descrive ai ragazzi il prototipo di relazione disfunzionale che intercorre tra un manipolatore e una presunta vittima: in genere il manipolatore farà credere alla sua presunta vittima che da sola non riuscirà a fare nulla, cercherà di isolarla per creare con lei un legame esclusivo e simbiotico; la presunta vittima si sentirà isolata e sola e preferirà non lasciarlo.

A questo punto in aula risuona un vociferare di sottofondo, ma nessun ragazzo interviene. Il dottor Lattanzi cerca di stimolare ulteriormente l’aula e chiede un feedback a una ragazza. Emerge dall’intervento un altro fattore importante: spesso le presunte vittime considerano come “normali” comportamenti controllanti e abusanti e il partner che li agisce, arrivando a confondere tali atteggiamenti con il sentimento dell’amore. Forse anche per questi fattori spesso nella vita sentimentale delle presunte vittime sono ricorrenti le relazioni disfunzionali.

Il dottor Lattanzi spiega che i traumi perinatali possono influenzare le persone e chiede ai ragazzi di immaginare un bambino che, appena già dopo pochissimi giorni dalla nascita, nella fase in cui dovrebbe avere tutte le attenzioni per sé, si trova a elemosinare addirittura il cibo dai caregiver. Inizialmente il bambino, non ottenendo l’appagamento dei suoi bisogni, continuerà a protestare; se non dovesse ricevere una risposta adeguata, si congelerà. Cresceranno in lui una forte rabbia e un senso di ingiustizia, alimentati dalla convinzione di non meritare nulla, e il vuoto per ciò che gli sarebbe spettato. Il bambino non potendo neanche immaginare il suo genitore come il suo persecutore e contemporaneamente il suo caregiver, scinderà se stesso in una parte cattiva e in una parte buona, creerà un falso sé; il bambino per sopravvivere si adeguerà al caregiver, apprenderà nel tempo che per essere amato dovrà diventare quello che l’altra persona vuole! Reprimerà la rabbia e appena potrà la proietterà su una persona su cui potrà agirla. Quel bambino che ha vissuto traumi relazionali imparerà subito a manipolare l’ambiente e cercherà per tutta la vita di soddisfare i suoi bisogni inappagati e non avrà le competenze adeguate a richiederle: sarà “troppo”! Troppo presente o troppo assente, troppo vicino o troppo distante; sceglierà il partner riconoscendo in lui lo stesso vuoto e la stessa bramosia di appagarlo.

Segue la proiezione di spezzoni del film “The Bad Seed” (2018), la storia di una bambina che, avendo subito il lutto della madre, si sente derubata di qualcosa e per questo attua una serie di comportamenti violenti e disfunzionali. Tutti i ragazzi sono stati molto attenti e anche stavolta in aula si alza un parlottio, ma pochi intervengono. Ai feedback sugli spezzoni del film, i ragazzi individuano il trauma della morte della madre come origine del comportamento disfunzionale e violento della bambina.

Interviene una professoressa che chiede se le persone presunte autrici possono risultare agli altri razionali, con interessi astratti, anche equilibrate, ma che non provano sentimenti. Il dottor Lattanzi risponde che spesso sono persone molto intelligenti e anche molto attente, controllanti.

Il dottor Lattanzi inizia a salutare il primo gruppo di ragazzi in attesa di accoglierne un altro, al quale dopo aver presentato l’Associazione e le sue attività di ricerca chiede cosa si aspettino dall’incontro. Interviene una professoressa che sottolinea come nei casi di violenza spesso la situazione sia sottovalutata dalla vittima e come spesso i familiari e gli amici non intervengano per aiutare. Una ragazza poi fa emergere l’importanza del non tenersi tutto dentro, soprattutto la rabbia perché se repressa potrebbe produrre delle patologie. Intervengono altre ragazze che danno dei feedback significativi ribadendo quanto il clima familiare possa incidere sulla scelta del partner.

Segue la proiezione degli spezzoni del film “The Bad Seed” e i ragazzi si attivano all’ultima scena tra la bambina e il padre. Alla fine della visione, il dottor Lattanzi chiede agli studenti cosa secondo loro avrebbe spinto la ragazzina ad attuare comportamenti violenti: molti individuano il lutto della madre, qualcuno ritiene che siano state la mancanza d’attenzione e l’invidia. Il dottor Lattanzi spiega che di solito le persone violente, come questa bambina, spesso considerano l’altro come un oggetto e se l’altro non si comporta come si aspettano si trasforma ai loro occhi in ostacolo da rimuovere sul cammino verso “l’amore!”

L’incontro si conclude con i numerosi feedback dei ragazzi.

Sintesi primo incontro https://www.offender.eu/articoli/stalking-Sintesi-Seminario-Le-relazioni-violente-Istituto-Superiore-di-Subiaco.html

Centro Italiano trattamento delle relazioni violente sede di Roma e Pescara https://www.offender.eu/news/Sede-di-Roma-e-Pescara.-Centro-Italiano-trattamento-delle-relazioni-violente-.html

Il Centro è aperto a tutte le persone senza distinzione di genere che stanno vivendo una relazione disfunzionale e violenta. I professionisti volontari del Centro sono disponibili ad eventuali collaborazioni con liberi professionisti, enti pubblici e privati.

Per appuntamenti ed informazioni

Numero Nazionale 06442426573 (dal lunedì’ al venerdì’ orario 09:00_19:00). Numero Nazionale 39 392 440 1930 (festivi e fine settimana orario 12:00_16:00)

Sito: www.offender.eu   Mail: info@offender.eu

Al momento è in atto il progetto “La violenza di genere che non degenera” vincitore del bando finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari Opportunità. I finanziamenti permettono di offrire il protocollo A.I.P.C.© a tutte le persone colpite dalla violenza, in particolare i presunti autori di violenza e stalking. 

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